Modello Organizzativo

9 In seguito la stessa materia è stata riformata dalla Legge n. 3 del 2019 che ha previsto la procedibilità d’ufficio per i reati di cui agli artt. 2635 e 2635- bis c.c.. Rientra nell’elenco dei reati rilevanti anche la categoria dei delitti con finalità di terrorismo o di eversione dall’ordine democratico (art. 25 quater), alle pratiche di mutilazione dei genitali femminili (art. 25 quater-1), ai reati contro la personalità individuale (art. 25 quinquies). In riferimento all’art. 25 quinquies con Legge n. 199 del 29.10.2016 è stato riformulato l’art. 603 bis c.p. “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” e detto reato è stato inserito nell’elenco dei reati di cui al D.lgs 231/2001 nella categoria in esame del Decreto. Attraverso la legge 18 aprile 2005, n. 62, la responsabilità degli enti è stata estesa anche ai reati di market abuse (insider trading e aggiotaggio, art. 25 sexies). L’intento del legislatore di includere nel decreto del 2001 tutti i crimini che l’ente può commettere è evidente dal costante aumento delle fattispecie “presupposto”; infatti, sono stati successivamente introdotti i reati di lesioni ed omicidio colposo commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sui lavoro (art. 25 septies) nel 2007 – poi modificati dal D.lgs. 81/2008 -, i reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro o altra utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio (quest’ultimo reato introdotto con Legge n. 186 del 15 dicembre 2014) (art. 25 octies); i reati in materia di violazione del diritto di autore (art. 25 novies), l’induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria ovvero a renderle mendaci (art. 25 decies), i reati ambientali, ivi compresi gli “ecoreati", introdotti con Legge n. 68 del 22 maggio 2015 (art. 25 undecies) ed il reato di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25 duodecies) da ultimo modificato con Legge 17 ottobre 2017, n. 161. In seguito è stata introdotta una nuova categoria di Reati (art. 25 terdecies ) contro il razzismo e la xenofobia. In seguito, il Legislatore ha inserito con la Legge n. 39 del 03 maggio 2019 l’art. 25 quaterdecies nel D.lgs. n. 231 del 2001 che sanziona gli illeciti sportivi (artt. 1 e 4 della Legge n. 401 del 13 dicembre 1989). Da ultimo, il Legislatore ha approvato la Legge n. 157 del 2019 con cui è stato inserito l’art. 25 quinquiesdecies nel Decreto che prevede i reati tributari già sanzionati per le persone fisiche dal D.lgs. n. 74 del 2000. Con il D.lgs. n. 75 del 14 luglio 2020 è stata recepita la c.d. Direttiva “PIF” (Direttiva n. 1371 del 05 luglio 2017) ed è stato inserito l’art. 25 sexiedecies che richiama i delitti di cui al D.P.R. n. 43 del 23 gennaio 1973 in materia di contrabbando. Con lo stesso provvedimento, il legislatore ha modificato l’art. 24 del Decreto 231 inserendo il delitto di frode in pubbliche forniture ex art. 356 c.p. ed il reato di cui all’art. 2 della Legge n. 898 del 23 dicembre 1986 che sanziona le frodi in materia di Fondi agricoli europei. La riforma ha interessato anche l’art. 25 del Decreto nel quale sono stati inseriti i reati di peculato (art. 314 primo comma c.p.), peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.) e di abuso d’ufficio ex art. 323 c.p. quando queste fattispecie ledano gli interessi finanziari dell’Unione Europea. In ultimo, il D.lgs. n. 75 del 14 luglio 2020 ha aggiunto all’art. 25 quinquiesdecies il comma 1- bis che introduce i reati di dichiarazione infedele, omessa dichiarazione ed indebita compensazione (rispettivamente ex artt. 4, 5 e 10-quater del D.lgs. n. 74 del 2000), la cui rilevanza è limitata ai casi in cui siano stati commessi con sistemi fraudolenti transfrontalieri e l’imposta evasa sia superiore ad € 10 milioni. Oltre alle disposizioni del decreto in esame, altre fonti normative contribuiscono ad estendere il predetto novero di reato, tra esse, la legge 16 marzo 2006 n. 146, concernente illeciti transnazionali penalmente rilevanti. La scelta del Legislatore, quindi, è stata quella di prevedere la responsabilità amministrativa degli enti per la commissione di alcuni reati già previsti dal Codice Penale e da altre leggi, la cui puntuale indicazione è contenuta in un separato documento ( All. 1 – Elenco Reati ), parte integrante del presente Modello.

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