Modello Organizzativo

10 Di seguito saranno indicate solo le categorie di Reati richiamate dagli artt. 24 e seguenti del Decreto. 1) Reati contro il patrimonio della P.A. commessi attraverso erogazioni pubbliche (art. 24); 2) Reati contro la P.A. (art. 25); 3) Reati di falso nummario e contro l’industria ed il commercio (artt. 25 bis e 25 bis 1); 4) Reati societari (art. 25 ter ); 5) Reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dall’ordine democratico (art. 25 quater ); 6) Reati contro la personalità individuale (artt. 25 quinques e 25 quater - 1); 7) Reati di “abuso di mercato” (art. 25 sexies ); 8) Reati commessi in violazione delle norme a tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro (art. 25 septies ); 9) Reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio (art. 25 octies ); 10) Delitti di criminalità organizzata (art 24 ter ); 11) Reati ambientali (art. 25 undecies ); 12) Reati inerenti la criminalità informatica e l’illecito trattamento di dati (art. 24 bis ); 13) Delitti in materia di violazione del diritto di autore (art 25 nonies ); 14) Reati di induzione a non rendere o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 25 decies ); 15) Reati di impiego di cittadini di paesi terzi il cui permesso di soggiorno è irregolare (art. 25 duodecies ); 16) Reati di razzismo e xenofobia (art. 25 terdecies ); 17) Reati di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d'azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati (art. 25 quaterdecies ); 18) Reati tributari (art. 25 quinquiesdecies ); 19) Reati di contrabbando (art. 25 sexiesdecies). 1.3 Esenzione dalla responsabilità: il modello di organizzazione e di gestione Agli artt. 6 e 7 del D.lgs. 231/2001, il legislatore prevede come strumento per l’esenzione dalla responsabilità amministrativa, l’adozione di un effettivo ed efficace Modello di organizzazione e di gestione il quale sia idoneo a prevenire la commissione dei reati della stessa specie di quelli che si sono in concreto verificati. Da tali norme del Decreto, emerge una differenza di disciplina, e di regime probatorio, in relazione ai reati commessi dai soggetti in posizione apicale rispetto ai reati commessi dai sottoposti. Introducendo un’inversione dell’onere della prova, l’art. 6 prevede infatti che l’ente non risponda dei reati commessi dai soggetti in posizione apicale qualora ricorranno le seguenti circostanze: a) l’organo dirigente abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; b) il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli, nonché di curare il loro aggiornamento, sia stato affidato ad un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; c) le persone fisiche abbiano commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) non vi sia stata un’omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’organismo di cui alla lettera

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