Modello Organizzativo

45 ecc.), degli Istituti di credito utilizzati (sede legale delle banche coinvolte nelle operazioni e Istituti che non hanno insediamenti fisici in alcun Paese) e di eventuali schermi societari e strutture fiduciarie utilizzate per transazioni od operazioni straordinarie; • sono previste ed attuate verifiche sulla tesoreria (rispetto delle soglie per i pagamenti in contanti, eventuale utilizzo di libretti al portatore o anonimi per la gestione delle liquidità, etc .); • l’organizzazione determina i requisiti che devono essere in possesso dei soggetti offerenti. In particolare il Responsabile Acquisti, valuta i potenziali fornitori in sede di richiesta di offerta sulla base della solidità (industriale, finanziaria e reputazionale) e del rispetto di normative e leggi vigenti; • ASFAP prevede regole disciplinari relative alla prevenzione dei fenomeni di riciclaggio. Sul punto si rinvia a quanto già detto al paragrafo 2.1.2 in relazione alla trasparenza delle operazioni finanziarie; • vengono effettuati controlli preventivi specifici (protocolli) previsti anche in riferimento ai reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione ed ai reati societari; • l’ente forma ed informa il proprio personale ritenuto maggiormente esposto al rischio di riciclaggio; • in ogni caso sono rispettate tutte le prescrizioni dettate dal Manuale qualità certificato ai sensi della normativa tecnica ISO 9001; • in caso di anomalie negli incassi in contanti viene verificata l’identità della controparte e viene effettuata la segnalazione dell’anomalia all’ente societario competente. Da ultimo, come già indicato nella parte generale del presente Modello, con Legge n. 186 del 15 dicembre 2014 è stata introdotta la fattispecie di reato dell’autoriciclaggio ex art. 648 ter. 1 c.p. che è stato considerato quale ulteriore Reato presupposto alla responsabilità penale degli enti ex D.lgs. 231/2001. Rispetto al delitto di autoriciclaggio, tra i reati presupposto più significativi vi sono quelli tributari, che possono costituire un illecito prodromico al reato in questione. Questi reati, non richiamati dal D.lgs. 231/2001, non sono altrimenti prevenuti dal Modello. Nella fondazione, però, vi è già una gestione ottimale di ogni aspetto fiscale effettuata dal Responsabile Amministrativo il quale si attiene alle funzioni previste dal mansionario descritto nella Procedura “ PO_DIR.02 ”. Le funzioni indicate nella medesima Procedura sono altresì previste per il Responsabile Acquisti il quale si attiene alle stesse per quanto concerne la prevenzione dei reati previsti dal presente paragrafo. Infine, allo scopo di impedire la realizzazione del reato di autoriciclaggio, la Fondazione attua le procedure già in vigore a presidio dei reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, sopra indicati.

RkJQdWJsaXNoZXIy OTI5NzA=