Modello Organizzativo

23 - art. 8 comma 1 per l’emissione di fatture o documenti per operazioni inesistenti per un importo superiore ad € 100.000,00 riferito allo stesso esercizio fiscale; - art. 8 comma 2-bis per la medesima condotta di cui al comma 1 per un importo inferiore ad € 100.000,00 riferito allo stesso esercizio fiscale; - art. 10 per il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili; - art. 11 per il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte; - art. 4 per il delitto di dichiarazione infedele quando si parli di reati commessi con sistemi fraudolenti transfrontalieri e l’imposta evasa sia superiore ad € 10 milioni; - art. 5 per il delitto di omessa dichiarazione commessa con sistemi fraudolenti transfrontalieri e l’imposta evasa sia superiore ad € 10 milioni; - art.10 quater per il delitto di indebita compensazione commessa con sistemi fraudolenti transfrontalieri e l’imposta evasa sia superiore ad € 10 milioni. Anche per quanto riguarda questa categoria di reati si rimanda, per un esame più approfondito, al documento “Elenco reati” allegato al modello, dove è possibile leggere il contenuto delle singole norme incriminatrici rilevanti ai fini del D.lgs. n. 231 del 2001. Sezione II – ANALISI DEI PROCESSI E DELLE PROCEDURE IN RELAZIONE AI REATI DI CUI AL D. LGS. 231/2001 1.1 Individuazione delle procedure idonee ad impedire la realizzazione dei reati previsti dal D.lgs 231/2001 Il presente paragrafo si riferisce ai comportamenti che possono essere posti in essere dai Destinatari del presente Modello. Obiettivo di questa prima parte del paragrafo è indicare i presidi minimi dell’organizzazione della Fondazione ASFAP volti a prevenire la commissione di tutti i Reati. A tale fine tutti i Destinatari del presente Modello adottano regole di condotta conformi a quanto prescritto dal Codice etico e dal Modello, onde prevenire il verificarsi dei Reati da cui può conseguire una responsabilità penale-amministrativa di ASFAP. Nello specifico, il presente paragrafo ha lo scopo di: a) indicare i principi procedurali che tutti i Destinatari del presente Modello sono chiamati ad osservare ai fini della corretta applicazione del Modello; b) fornire all’Organismo di Vigilanza ed ai Responsabili delle funzioni aziendali, i principi cui devono ispirarsi gli strumenti esecutivi necessari per esercitare le attività di controllo, monitoraggio e verifica. Le procedure di dettaglio, frutto dell’implementazione nelle operazioni quotidiane e delle altre attività svolte in ASFAP, sono definite nei protocolli operativi e regolamenti interni adottati ad implementazione dei presidi indicati in questa parte del Modello. Con riferimento alle aree di attività sensibili al rischio di Reati, ASFAP ha individuato i seguenti principi cardine (derivanti anche dal Codice Etico), che regolando tali attività rappresentano gli strumenti diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni della Fondazione e a garantire un idoneo controllo sulle stesse, anche in

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