Modello Organizzativo
18 Sul punto, è intervenuta la Legge n. 3 del 2019 che ha stabilito la procedibilità d’ufficio per il delitto in questione. - Art. 2635- bis c.c. Istigazione alla corruzione tra privati Questa fattispecie, diversamente da quella sopra indicata, incrimina anche il comportamento di colui che offra o prometta denaro od altra utilità non dovuta agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla predisposizione dei documenti contabili societari, ai sindaci e ai liquidatori, di società o enti privati, nonché a chi svolge, in essi un’attività lavorativa con l’esercizio di funzioni direttive nell’ottica di ricevere un beneficio derivante dall’omissione o dalla commissione di atti in violazione degli obblighi inerenti al proprio ufficio. Il delitto è sanzionato nella stessa misura prevista dall’art. 2635 c.c. con la riduzione di un terzo e anche per quanto riguarda la punibilità del medesimo è stata introdotta la procedibilità d’ufficio dalla Legge n. 3 del 2019. Reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25 septies D.lgs 231/2001) L’art. 9 della legge 3 agosto 2007 ha inserito all’interno del D.lgs. 231/2001 l’art. 25 septies (successivamente novellato dall’art. 300 del D.lgs. 81/2008), applicando una sanzione pecuniaria compresa tra le 250 e le 1000 quote in relazione ai delitti di omicidio colposo (589 c.p.) e lesioni personali colpose (590, comma 3, c.p.) 4 commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro . Si tratta dei comuni delitti di omicidio, art. 589 c.p. e lesioni personali, art. 590 c.p., le cui fattispecie di reato sono descritte nel relativo documento “ Elenco Reati ”. Per assumere rilevanza ai fini del D.lgs. 231/2001 la morte o le lesioni del lavoratore devono essersi verificate (o trovare la loro causa) nello svolgimento di una mansione lavorativa o, comunque, in occasione di attività connesse o funzionali allo svolgimento del proprio incarico lavorativo, oltre che nell’interesse o vantaggio della fondazione. Da quanto sopra illustrato ne consegue che l’ente sia tenuto al rispetto di una vastissima gamma di disposizioni, legislative e regolamentari, poste a tutela della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori, tra cui, in primis il già citato Testo Unico della Sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs. 81/2008, recentemente aggiornato dal D.lgs. 106/2009) e, nelle parti non abrogate dal medesimo, il d.p.r. 547/1955, il d.p.r. 303/1956, il d.p.r. 164/1956 ed il D.lgs. 626/1994 successivamente modificato e integrato dal D.lgs. 242/1996. Tanto in caso di lesioni, quanto nell’ipotesi di omicidio colposo, l’art. 25 septies prevede, inoltre, che la condanna comporti, oltre al pagamento della sanzione pecuniaria, anche la possibile applicazione all’ente di una misura interdittiva. In ogni caso, la responsabilità dell’ente per la morte o le lesioni del lavoratore potrà essere 4 La misura della quota è fissata dalla legge in un importo che va da un minimo di € 258 a un massimo di € 1549, a seconda delle condizioni economiche e patrimoniali della società ( cfr . artt. 10 e 11 D.lgs. 231/2001).
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